Motivazione del premio studentesco | Osservatorio critico sul Premio Scenario infanzia e adolescenza 2026

Bugbusters – analisi entomologica di una protesta silenziosa
Per l’originalità con cui affronta il tema della solitudine e dell’incomunicabilità adolescenziali, dando voce a un immaginario generazionale mediante l’esplorazione di un fenomeno ancora poco conosciuto: l’hikikomori.
Bugbusters nasce da un ricco processo di ricerca sul campo, che coinvolge associazioni e professionisti impegnati nello studio di questa condizione e trasforma un’esperienza individuale in un discorso più ampio e condiviso.
Assumendo la forma di una sorta di conferenza-spettacolo e affidandosi a un dispositivo teatrale fondato sulla presentazione, la creazione innesta una suggestione kafkiana su una struttura teatrale di matrice documentaria. Ne deriva un montaggio eclettico ma fluido, nel quale immagini di forte sintesi e un efficace uso del video alimentano la dialettica tra testimonianza e trasfigurazione poetica. L’ironia diviene così lo strumento per avvicinare un tema tutt’altro che ironico, senza assecondare o semplificare il punto di vista adolescenziale. Anche il rapporto con i genitori sfugge alla consueta logica oppositiva: gli adulti possono così farsi complici di una possibile ripresa della vita.
Il progetto tuttavia non si esaurisce nel pur pregevole perimetro dell’evento scenico, ma tende potenzialmente a prolungarsi nel dibattito che inevitabilmente suscita, generando così il possibile innesco per un confronto e una partecipazione intorno alle forme silenziose del disagio giovanile.
L’Osservatorio critico studentesco – composto da Daniela Masini, Elena Sophia Correale, Marco Masina, Annalisa Armiento ed Elisa Berardinucci, e coordinato
da Fabio Acca – ha attraversato le dieci creazioni finaliste di questa nuova edizione del Premio Scenario infanzia e adolescenza mediante un percorso intensivo di osservazione, confronto e negoziazione critica. Il lavoro non si è limitato all’individuazione delle proposte da premiare, ma ha cercato di mettere in relazione le diverse sensibilità dei partecipanti, interrogando i modi attraverso cui il giovane teatro sceglie oggi di rivolgersi all’infanzia e all’adolescenza, senza semplificarne le esperienze né attenuarne le possibili zone di complessità e turbamento.
Tra gli elementi caratterizzanti si è imposto l’universo del “fiabesco” come territorio ancora vitale e non addomesticato di confronto con l’infanzia. A questa tensione si accompagna il consolidarsi di una vocazione eclettica nell’impiego dei linguaggi della scena e della comunicazione. Parola, corpo, immagine, video, suono, dispositivi documentari e partecipativi si incontrano in composizioni che assumono la contaminazione come strumento di ricerca della forma più adatta a ciascun oggetto d’indagine.
Il confronto studentesco ha inoltre evidenziato come le creazioni osservate manifestino una significativa volontà di legare il lavoro artistico a questioni in grado di sollecitare impegno e dibattito politico-culturale. La tecnologia, quando è presente, partecipa a questa ricerca come risorsa drammaturgica e relazionale, senza essere demonizzata né ridotta a semplice emblema della contemporaneità. Una particolare attenzione è stata infine riservata dagli artisti all’esplorazione ritmica e musicale. Il suono non agisce in scena soltanto come accompagnamento, ma diviene materia performativa, in grado di organizzare il tempo, il movimento, l’ascolto e la relazione con il pubblico.
È a partire da queste traiettorie che il laboratorio ha maturato le proprie scelte, riconoscendo nelle opere premiate dagli studenti e dalle studentesse la possibilità di aprire domande e alimentare il confronto, nel rispetto dell’intelligenza dei giovani spettatori.
Laboratorio condotto da Fabio Acca
con Daniela Masini, Elena Sophia Correale, Marco Masina, Annalisa Armiento,
Elisa Berardinucci
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https://www.associazionescenario.it/sguardi/
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