altrevelocita.it | Cambiare prospettiva: l’esigenza dei giovani che incontrano il teatro. Un report da Premio Scenario Infanzia e Adolescenza #1

La prima parte di un resoconto a quattro mani della Finale del Premio Scenario Infanzia e Adolescenza 2026, con descrizione e analisi degli spettacoli visti e alcune considerazioni a proposito dei linguaggi e degli interrogativi sollevati dalle opere.
La Finale del Premio Scenario Infanzia e Adolescenza 2026, giunto alla sua undicesima edizione, si è svolta a Bologna dal 28 al 31 agosto, nell’ambito della nona edizione di Scenario Festival, con la direzione artistica di Cristina Valenti. Intorno al Festival, che attraversa il Distretto della Manifattura delle Arti e gli spazi del DAMSLab, del MAMbo, del Giardino del Cavaticcio e del Parco Klemlen, si riunisce, come di consueto, una comunità ampia e composita: operatori e operatrici, studenti e studentesse dell’Università di Bologna, protagonisti degli osservatori e dei tavoli critici a cura di Stefano Casi e Fabio Acca, bambini e bambine coinvolti nei laboratori creativi, quest’anno condotti da Beatrice Baruffini, Patrizio Dall’Argine e Veronica e Virginia Ambrosini del Teatro Medico Ipnotico, insieme ad Alessandra Bucchi del Dipartimento educativo MAMBo | Museo Morandi, e infine la città tutta, attirata dalla ricca programmazione. […]
[…] La sezione dedicata all’adolescenza si chiude con Bugbusters – analisi entomologica di una protesta silenziosa, progetto vincitore del Premio Scenario Adolescenza 2026. Nel lavoro del Collettivo Crisi Collettiva, la contrapposizione tra adolescenza e mondo adulto, incapace di comprendere le esigenze dei giovani e di rispondere alle loro domande diventa il fulcro dello spettacolo. L’opera nasce da un’indagine sul fenomeno degli hikikomori in Italia e si ispira a La metamorfosi di Kafka, coinvolgendo la classe 3H dell’Istituto F.lli Taddia di Cento e avvalendosi della consulenza di una psicologa. Elia Montanari e Beatrice Zanin vestono i panni di due disinfestatori intenti a dispensare consigli su come liberarsi da una specie di scarafaggi particolarmente resistente importata dal Giappone: gli hikikomoris. Servendosi di un supporto video, i due protagonisti mostrano tutti i passaggi necessari per debellare l’invasione e, con la sicurezza di chi ha la risposta a tutte le domande e nessuna propensione all’ascolto, elencano le cause che stimolerebbero questa “specie” a rintanarsi in casa: manga, videogiochi, dispositivi elettronici e così via, ripercorrendo tutti i cliché sulle mode giovanili. Quella che sentiamo è chiaramente la voce dell’adulto che evita il dialogo, che abbandona il proprio ruolo di guida e assume quello del disinfestatore, sordo alle richieste d’aiuto e pronto a liberarsi di chi dovrebbe proteggere. Dopo questo momento estremamente provocatorio, comincia a insinuarsi una domanda: se ci fosse un motivo valido per cui i giovani si rifugiano dentro casa? Se fosse il mondo ad essere diventato inadeguato, al punto da rendere necessaria la decisione di evitarlo? […]Leggi l’articolo completo »
