Il Tavolo Critico su Bugbusters Premio Scenario infanzia e adolescenza 2026
Quattro sguardi su una protesta silenziosa
In occasione del Premio Scenario infanzia e adolescenza 2026, Bugbusters – analisi entomologica di una protesta silenziosa è stato attraversato dagli sguardi del Tavolo Critico: studiosi, critici e osservatori hanno interrogato il progetto da prospettive diverse, facendo emergere aspetti che riguardano non soltanto il ritiro sociale giovanile, ma il rapporto tra adolescenti e adulti, il linguaggio con cui raccontiamo il disagio e la difficoltà di entrare davvero in relazione con chi sceglie di sottrarsi.
Nei diversi contributi ritornano alcuni elementi centrali della nostra ricerca: il ribaltamento dello sguardo sull’hikikomori, trasformato dagli adulti in un “problema da eliminare”; il dialogo con La metamorfosi di Kafka; l’immaginario pop che mescola disinfestatori, manga, anime e videogiochi; il lavoro di indagine condotto attraverso incontri, interviste, laboratori e confronti con adolescenti, famiglie e professionisti.
Ma soprattutto emerge una domanda che appartiene profondamente allo spettacolo: quando un ragazzo si chiude nella propria stanza, chi è davvero a non riuscire più a comunicare?
Abbiamo raccolto qui i contributi del Tavolo Critico dedicati a Bugbusters. Non li consideriamo semplicemente recensioni, ma punti di vista che continuano ad accompagnare la crescita dello spettacolo.
Angela Albanese
Corpi fuori misura e comunità da costruire nei dieci cantieri del Premio Scenario infanzia e adolescenza 2026
Albanese legge il dispositivo dei due disinfestatori come materializzazione dello sguardo adulto che trasforma la persona ritirata in un sintomo da eliminare. Al centro della sua riflessione anche il rapporto con Kafka e la necessità di preservare la complessità del ritiro, senza trasformare l’uscita dalla stanza in una facile soluzione o in un lieto fine.
Matteo Paoletti
Temi, linguaggi, invenzioni e conformismi nella generazione del Premio Scenario 2026
Paoletti mette in evidenza il percorso di ricerca da cui nasce Bugbusters e il dialogo tra La metamorfosi di Kafka e il fenomeno del ritiro sociale. Nel suo sguardo assumono particolare rilievo anche i linguaggi dello spettacolo: videointerviste, proiezioni, animazione e riferimenti all’immaginario manga.
Stefano Casi
Dentro, fuori e attraverso la scena: dove stanno i ragazzi spettatori?
Casi individua uno dei meccanismi centrali del progetto: l’adolescente ritirato non compare mai direttamente in scena. Sono invece i due “Bugbusters” a rivelarsi progressivamente come genitori incapaci di raggiungere il figlio. Il risultato è un viaggio nell’incomunicabilità a doppio senso, capace di mettere in discussione non soltanto lo stereotipo dell’hikikomori, ma anche quello del genitore.
Silvia Napoli
Commentari alla nona edizione del Premio Scenario infanzia e adolescenza
Napoli colloca Bugbusters dentro il percorso artistico di Collettivo Crisi Collettiva e sottolinea il radicamento territoriale e il lavoro di documentazione che hanno accompagnato la creazione. Il ritiro sociale viene osservato come fenomeno complesso e in continua evoluzione, attraverso uno spettacolo che interroga il mondo adulto senza rinunciare a guardarne anche la fragilità.
Il contributo comprende inoltre la lettura di Lucio Cocchi, esperto in supporto tra pari, che mette al centro l’importanza dell’ascolto non giudicante e la necessità di superare gli approcci coercitivi al ritiro sociale.
