La prima volta che abbiamo ascoltato davvero
Un punto di partenza che diventa metodo
Se e solo se è stata la prima esperienza in cui un laboratorio ci ha portati dritti a uno spettacolo. Da lì abbiamo capito una cosa che poi non abbiamo più abbandonato: il teatro d’indagine — quello che parte dalle persone reali, dalle loro esperienze, dai loro racconti — doveva essere il nostro punto di partenza.
Sempre. Era il 2021, eravamo ancora reduci dai dubbi della pandemia, e volevamo indagare la tematica delle aspettative per il futuro. Avevamo tutti tra i 20 e i 25 anni, e ci sembrava di averla vissuta male, quella crisi. Poi ci siamo accorti che c’era qualcuno che l’aveva vissuta peggio di noi: gli adolescenti.
Tre fronti, un ascolto
Il primo è stato un Google Form online, con una domanda semplice: cosa ti mette più ansia? Hanno risposto quasi 500 adolescenti. Le tematiche più votate sono diventate, di fatto, i capitoli dello spettacolo: odio verso il proprio corpo, ansia per lavoro e scuola, paura del futuro, solitudine.
Il secondo fronte è stato contattare tutte le realtà no profit di Bologna che si occupassero di tempo ricreativo per adolescenti, proponendo gratuitamente un laboratorio teatrale.
Una sola ha risposto: Officina Adolescenti, dentro la prestigiosa Sala Borsa. Ci hanno aperto le porte e ci hanno fatto incontrare i ragazzi del loro doposcuola. Quel laboratorio, col tempo, si è consolidato in quello che oggi proponiamo alle scuole superiori con il nome “Il trasloco invisibile”.
Il terzo fronte sono state cinque brevi interviste ad adolescenti vicini al collettivo, per parentela o conoscenza — per avere anche testimonianze dirette, non solo numeri.
Quello che i ragazzi ci hanno regalato
I ragazzi di Officina Adolescenti hanno reagito subito benissimo. Erano curiosi, interessati, e soprattutto avevano voglia di raccontarsi — ma non con le parole.
Li abbiamo stimolati a raccogliere, tramite video, foto, canzoni o audio, tutto quello che secondo loro rappresentava una delle tematiche emerse dal questionario.
Da quel materiale sono nati due video: uno raccoglie tutte le loro suggestioni, montate insieme; l’altro è fatto di brevi domande e interviste dirette.
C’è un momento che ancora oggi ci fa ridere, con un po’ di amarezza: quanti di loro sono rimasti completamente spiazzati, imbarazzati, senza parole, davanti alla domanda “come ti vedi tra tre anni?”.
Uno spettacolo che non esisterebbe senza di loro
Se e solo se non poteva esistere senza quei ragazzi. Sono stati incredibilmente disponibili, generosi con la loro fragilità, disposti a raccontarsi anche quando non sapevano come farlo.
Sono passati anni da quella ricerca, ma le tematiche emerse allora non solo restano valide — si rafforzano, anno dopo anno.
“Se e solo se” è uno spettacolo teatrale del Collettivo Crisi Collettiva, selezionato da una giuria di adolescenti per il Crashtest Festival 2025.
Il laboratorio che ne è nato è oggi “Il trasloco invisibile”, disponibile per le scuole superiori.
