«Siamo gli under 35 e stiamo venendo a riprenderci i teatri!»

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Piantare un albero, anche solo con l’immaginazione

Parlare di ecologia ai più piccoli

C’è qualcosa di meraviglioso nel portare “Il primo ramo di Stella” nelle scuole dell’infanzia. Raccontare ai bambini la storia di Stella, che deve salvare i suoi tre ippocastani centenari da una strada che sta per cementificare tutto, significa parlare di ecologia senza fare la predica — attraverso un personaggio in cui i bambini si riconoscono subito, perché anche loro, come Stella, amano qualcosa e non vogliono perderlo.

Uno spettacolo ecologico fino in fondo

Non è solo il tema a essere ecologico: lo è tutto lo spettacolo, dalla scenografia in su. Ogni elemento in scena è stato recuperato invece che comprato nuovo — vecchi pupazzi salvati da un ripostiglio, scatole di plastica strappate alla discarica prima che fosse troppo tardi. Persino i tronchi degli alberi che si vedono in scena non sono stati tagliati apposta: arrivano da un albero caduto durante un’alluvione, così da non dover abbattere nulla per raccontare una storia sulla tutela degli alberi — sarebbe stato, come minimo, un controsenso.

Quando i bambini si immaginano il proprio albero

Il momento più bello, ogni volta, arriva dopo lo spettacolo. Quando chiediamo ai bambini dove pianterebbero il proprio albero, se ne avessero uno, gli occhi si accendono. C’è chi lo vorrebbe in giardino, chi vicino alla finestra della propria stanza, chi addirittura a scuola, così da poterlo guardare crescere ogni giorno insieme ai compagni. Non è solo un gioco: è il momento in cui il tema dello spettacolo smette di essere una storia e diventa qualcosa che li riguarda davvero.

Quando la scuola continua a raccontare la storia

E poi ci sono le sorprese più belle, quelle che arrivano da chi lo spettacolo lo ha visto qualche mese prima. Scoprire che una scuola dell’infanzia ha deciso di costruire un orto scolastico, riprendendo proprio il tema della cura dell’ambiente che avevamo raccontato in scena, è una delle cose più belle che possa capitarci. Significa che lo spettacolo non è rimasto chiuso dentro il momento della rappresentazione, ma è diventato un piccolo progetto educativo che continua a vivere anche dopo che noi ce ne siamo andati.

Perché lo facciamo

Non tutti gli spettacoli per l’infanzia lasciano un segno così concreto. Ma quando succede — un orto, un albero immaginato, una domanda in più fatta alla maestra sul perché non si dovrebbero tagliare gli alberi — capiamo perché continuiamo a portare Stella nelle scuole, anno dopo anno, con la stessa scenografia riciclata che ci accompagna dall’inizio.

“Il primo ramo di Stella” è uno spettacolo teatrale per l’infanzia realizzato in collaborazione tra Collettivo Crisi Collettiva e ZaroTeatro, sul tema dell’ecologia e della tutela del verde urbano — con una scenografia interamente riciclata e modulare.

FAQ

Cos'è il CCC Blog?

Uno spazio dove scriviamo quello che ci passa per la testa mentre facciamo teatro. Non comunicati stampa, non aggiornamenti ufficiali — quelli sono nella sezione News.

Con che frequenza pubblicate?

Non abbiamo un calendario editoriale fisso. Scriviamo quando abbiamo qualcosa da dire, non per riempire uno spazio vuoto.

Di cosa parlate nel blog?

Lavoro quotidiano, riflessioni sulla nostra generazione, spunti che a volte diventano spettacoli e a volte restano solo pensieri buttati giù.

Il blog è collegato ai vostri spettacoli?

A volte sì, a volte no. Alcuni articoli raccontano il processo dietro un progetto, altri sono considerazioni più generali che non c'entrano direttamente con la scena.

Posso commentare gli articoli?

Per ora no. Se hai qualcosa da dire, scrivici direttamente — trovi i contatti in fondo alla pagina.

Chi scrive gli articoli?

Principalmente Elia e Beatrice, il nucleo del collettivo. A volte anche altri artisti che collaborano con noi.

Posso proporre un argomento o scrivere un pezzo come ospite?

Sì, scrivici la tua idea: se ci convince, ne parliamo.

Il blog sostituisce i social del collettivo?

No. Sui social trovi aggiornamenti veloci e contenuti visivi, qui trovi riflessioni più lunghe e articolate.

Gli articoli hanno un tono ufficiale?

Assolutamente no. È il nostro modo di scrivere, con tutta l'ironia e l'imperfezione che ci mettiamo dentro.

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