Ricostruiamo Legami Un laboratorio per non dimenticare
Quest’anno, in occasione della Giornata della Memoria, la scuola di Sant’Agata Bolognese ci ha commissionato un laboratorio speciale: “Ricostruiamo Legami”. Il tema era preciso e pesante: i rastrellamenti avvenuti ad Amola nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 1944, quando reparti delle SS tedesche, aiutati dai fascisti del territorio, circondarono la zona tra Anzola Emilia e Amola e rastrellarono circa 300 persone.
Non è un laboratorio come gli altri. Qui non si parte da un’urgenza generazionale astratta — si parte da una data precisa, da nomi e cognomi reali, da una ferita che appartiene ancora oggi alla memoria di quel territorio.
Il luogo che parla da solo
La restituzione finale si è svolta a gennaio di quest’anno al Teatro Bibiena — un luogo scelto non a caso. È lo stesso teatro dove, ottant’anni fa, le persone rastrellate furono portate prima di essere avviate ai campi di concentramento. Recitare in quello spazio, per i ragazzi di terza media, ha significato qualcosa di diverso rispetto a un normale saggio scolastico: hanno messo i piedi, letteralmente, nello stesso luogo dove la storia che stavano raccontando era realmente accaduta.
Ricostruire attraverso la finzione ciò che è stato vero
Il copione, scritto insieme ai ragazzi, si apre con una serie di domande semplici e disorientate — dove siamo, perché siamo qui, chi era quella persona — che accompagnano il pubblico dentro la scena, prima ancora di scoprire cosa sia successo davvero in quel luogo. Da lì la narrazione si costruisce attraverso testimonianze dirette: il rastrellamento delle case, il tradimento di due ex partigiani tedeschi che riconoscevano i compagni sotto minaccia, la notte passata nel teatro sorvegliati da mitragliatrici e cani, e infine le rappresaglie sulle famiglie rimaste. Il momento più toccante arriva nella scena finale, quando i ragazzi escono dal racconto storico e tornano a parlare di sé stessi — della propria identità, di quello che sono oltre l’apparenza, oltre i voti, oltre i vestiti — collegando la memoria di chi li ha preceduti alla costruzione della propria identità di oggi.
Una comunità che si è presentata per intero
Alla restituzione finale non c’era solo il pubblico scolastico. C’era il sindaco, c’era l’ANPI, c’era l’ANED — le associazioni che da decenni custodiscono la memoria della Resistenza e della deportazione su quel territorio. I ragazzi di terza media hanno portato le loro impressioni sul palco, e la maturità con cui lo hanno fatto ha incantato una platea che non si aspettava, forse, tanta consapevolezza da parte di tredicenni.
Perché la memoria si fa anche così
Non tutti i laboratori nascono per raccontare i giovani a sé stessi. A volte nascono per restituire ai giovani un pezzo di storia che rischia di sbiadire, e per farli sentire parte di una catena di memoria che li riguarda, anche a ottant’anni di distanza. “Ricostruiamo Legami” ci ha ricordato che il teatro, quando serve davvero, non è solo espressione — è anche responsabilità.
“Ricostruiamo Legami” è un laboratorio teatrale del Collettivo Crisi Collettiva realizzato per la scuola di Sant’Agata Bolognese in occasione della Giornata della Memoria, con restituzione finale al Teatro Bibiena.
