Sognando future banalità | Una commissione, un’urgenza
A gennaio di quest’anno il Comune di Crevalcore ci ha contattati per commissionarci uno spettacolo sull’ottantesimo anniversario del voto alle donne. Abbiamo accettato subito, senza pensarci due volte. Mai come oggi c’è bisogno di parlare del diritto di voto — e di quanto, in fondo, sia recente.
Ci siamo messi a informarci, e da lì è nato il titolo: Votate la Regina. Viene da un aneddoto bellissimo. Nel 1946 una donna, per convincere le sue amiche ad andare a votare, usava un piccolo escamotage: le amiche le chiedevano se si dovesse votare il re o la regina, pensando che lo stemma della Repubblica — una donna con una corona — rappresentasse davvero una regina. E lei rispondeva semplicemente: “Votate la Regina.” Bastava questo per farle sentire parte di qualcosa.
Non solo storia
Non volevamo fare uno spettacolo solo storico. Volevamo che parlasse anche con la comunità, oggi. Così il 7 marzo, in occasione della Festa della Donna, abbiamo istituito un laboratorio: Sognando future banalità.
Quello che ci aveva colpito di più, durante la ricerca, erano le testimonianze delle donne del 1946: per loro il diritto di voto era qualcosa di impensabile, quasi fantascienza. Il laboratorio parte esattamente da lì: cosa oggi ci sembra impensa
bile, ma che tra ottant’anni potrebbe sembrare banale?
Quello che è uscito
Le risposte sono state le più disparate. La fine del gender gap. Il salario minimo. Il congedo parentale per i papà. L’assenza di canoni estetici imposti. E poi, forse la più forte di tutte: non essere più Cappuccetto Rosso, non rischiare più di essere mangiate dal lupo — un riferimento diretto a tutti gli episodi di violenza domestica e femminicidio che continuano ad accadere.
Il laboratorio è stato promosso dal Comune di Crevalcore, dall’ANPI di Crevalcore e dall’UDI, Unione Donne in Italia. Abbiamo portato un incontro anche al liceo Malpighi, dove le ragazze ci hanno restituito le loro impressioni — entusiaste, semplicemente, all’idea di poter finalmente votare.
Sentirsi dentro lo spettacolo
Al debutto è successa una cosa che ci ha colpiti profondamente: le persone che avevano partecipato al laboratorio hanno riconosciuto le proprie voci, le proprie testimonianze, dentro lo spettacolo. I loro sogni, le loro “future banalità”, sono entrati davvero a far parte di Votate la Regina — non come materiale di ricerca lasciato fuori dal palco, ma come parte viva della drammaturgia.
Grazie a chi si è messo in gioco durante il laboratorio: le vostre parole sono lo spettacolo, tanto quanto le nostre.
