Sabato 29 e domenica 30 agosto, al DAMSLab/Teatro di Bologna, dieci compagnie avranno venti minuti ciascuna per presentare il proprio lavoro. Sei concorrono nella sezione infanzia e quattro in quella dedicata all’adolescenza. L’accesso è libero fino a esaurimento degli 82 posti del Teatro, mentre altre 218 persone potranno seguire dall’Auditorium collegato in video.
Il progetto di Scenario ets, direzione artistica di Cristina Valenti, è realizzato con DamsLab/La Soffitta-Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, nell’ambito di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato da Comune e Città metropolitana.
La nona edizione di Scenario Festival è la cornice che ospita i giovani artisti in gara impegnati ad aggiudicarsi il più prestigioso riconoscimento nazionale destinato al teatro per l’infanzia e la gioventù rivolto a progetti teatrali originali riservati a spettatori bambini, ragazzi, adolescenti.
Reading musicale che prende spunto dai contributi della cittadinanza, raccolti nell’evento del 7 marzo “Sognando future banalità”. Le parole delle donne intervistate diventano materia drammaturgica, restituite in forma diretta, pop e autoironica, senza mai perdere la profondità e l’urgenza del tema.
Fino al 10 agosto, dal giovedì al sabato, l’iniziativa site specific in via di Casaglia accoglierà una stagione culturale trasversale e multidisciplinare, nella quale convivono teatro, musica, serate sociali e partecipative, proiezioni, yoga e arti varie per un totale di trentun giornate di apertura al pubblico e ventitré eventi a biglietto calmierato o a offerta libera.
Pinocchio mangia spaghetti alla bolognese del Collettivo Crisi
Collettiva, che si presenta come “transfemminista, antifascista, anticapitalista e pure antiteatralista”.
Obiettivo del progetto è la denuncia della condizione di precarietà dello studente universitario a
Bologna
In molti spettacoli visti al Premio Scenario 2023, tempo e spazio della crisi alludono a una condizione
permanente, apparentemente inscalfibile. Funamboli sul filo del tempo, gli artisti ne inseguono il
ticchettio, che risuona all’inizio di Pinocchio mangia spaghetti alla bolognese di Collettivo Crisi
Collettiva
I giovanissimi attori, autori, documentaristi di Crisi Collettiva non hanno solo voglia di emergere, ma anche di imparare e crescere e uscire dal paese dei balocchi.
Pinocchio mangia spaghetti alla bolognese descrive la vita a Bologna come un Monopoli nichilista e spaesante, in cui perfino le scritte sui muri denunciano un sentimento di ininfluenza: «Io non pretendo però auspico».