Portare il teatro nella scuola primaria significa dare alle classi una storia da guardare insieme e da riprendere nei giorni successivi. I nostri spettacoli per la primaria parlano ai bambini con un linguaggio semplice e diretto, e allo stesso tempo lasciano alle insegnanti spunti con più chiavi di lettura.
Gli argomenti sono quelli che la scuola affronta durante l’anno: la lingua italiana, la grammatica e il valore delle parole, le emozioni, la relazione con gli altri, il coraggio, l’educazione ambientale e il rispetto per la natura. Ci sono anche storie ispirate a fiabe antiche e a opere d’arte, che permettono di collegare lo spettacolo ad attività di arte, storia e immagine.
Ogni spettacolo ha il suo stile. Usiamo narrazione, interpretazione dei personaggi, pupazzi, oggetti e danza gestuale, a seconda della storia. In questo modo i bambini restano attenti, si divertono e allo stesso tempo hanno il tempo di pensare a quello che stanno vedendo.
La durata è di circa 45-50 minuti, adatta alla soglia di attenzione dei bambini. Non servono impianto audio né luci: lo spettacolo arriva a scuola con le sue scenografie e si adatta a aule grandi, saloni, mense, palestre e cortili. Questo significa nessun costo di trasporto per le famiglie e meno complicazioni per chi organizza.
Il paesino di Stella è andato costantemente a modificarsi negli anni. Sempre meno verse per lasciar spazio a case e cemento. La realizzazione dell’ultima strada prevede la soppressione della Famiglia Ippo.
Lo spettacolo è liberamente ispirato al libro “L’ultimo albero in città” di Peter Carnavas.
Allora la storia parte da Eolo, dio dei venti; e della sua nipotina Rosaven, rosa dei venti. Eolo si sente stanco e invecchiato, così decide di istruire la sua nipotina più scaltra per prendere il suo posto ma Rosaven non sembra all’altezza del compito …
Un giorno Pinin, uno scrittore che sapeva ascoltare la musica dei colori, guardando i quadri di Klee, senti anche il suono delle parole ed erano parole che gli raccontavano una storia…
Eccovi uno spettacolo da sentire con gli occhi e vedere con le orecchie. Perché nel microcosmo vuoto dello spazio scenico in creazione, tutto può essere, anche che un albero cresca in quarantacinque minuti o che il tipo che c’è in scena racconti di un altro che però sembra proprio essere lui, o che il tempo si dilati soffice, quasi dinamicamente immobile.
Sentiremo parlare di draghi, di personaggi mitologici, di vulcani, tante storie che Tonio ha sentito, ascoltato e vissuto nel suo girovagare per il mondo, tutte con un comune denominatore, il fuoco.
Ci siamo ispirati a “Re Lear” di Shakespeare per la linearità della sua storia principale e per la sua struttura squisitamente fiabesca. Storie come questa hanno origini antichissime e fanno parte del patrimonio e della tradizione popolare europea ed italiana, vale la pena poterle raccontare.